Il violinista sul tetto

Il violinista sul tetto

E come manteniamo il nostro equilibrio? Questo ve lo posso spiegare con una parola: TRADIZIONI!

Ambientato nella Russia pre-rivoluzionaria, lo spettacolo racconta la storia di Teyve, un povero lattaio ebreo alle prese con il problema di sopravvivere in un mondo che, improvvisamente, cambia.

Teyve vorrebbe continuare a mantenere la propria famiglia entro le rigide tradizioni della religione ebraica, al di fuori delle influenze esterne che la minacciano, ma deve tuttavia scontrarsi contro l’emancipazione delle tre figlie maggiori che intendono scegliere da sole i propri mariti, e che via via si allontaneranno dalla religione degli avi. Il tutto, mentre rigurgiti antisemiti agitano gli animi e rendono difficile l’esistenza della piccola comunità ebraica, fino allo sciagurato editto dello Zar che bandirà tutti gli ebrei dal distretto, costringendoli all’esilio.

L’opera rappresenta un omaggio alla cultura e alla tradizione yiddish, offrendo una poetica rappresentazione della vita in un suo “tipico” villaggio (lo shtetl), e proponendo musiche e balletti del folklore dell’ebraismo est-europeo. Il titolo, ispirato ad un soggetto ricorrente nei quadri del pittore semita Marc Chagall, vale a dire il violinista che suona sopra i tetti di un villaggio di campagna, ci ricorda le condizioni di estrema instabilità in cui si svolge l’esistenza del popolo ebreo, ma anche quella dell’intera umanità, “… costretta ad improvvisare una semplice melodia, senza rompersi l’osso del collo”.

Gli Amici di Jachy hanno messo in scena la prima versione autorizzata del Violinista sul Tetto in lingua italiana integrale (comprensiva quindi anche dei numeri musicali) al Teatro Rina e Gilberto Govi di Genova nel gennaio 2013.

Lo spettacolo è presentato a seguito di speciale accordo con Music Theatre International (MTI) di New York (US), che ha anche fornito tutti i materiali autorizzati.
Sceneggiatura di Joseph STEIN – libretto di Sheldon HARNICK – Musiche di Jerry BOCK
Basato sui racconti di Sholem Aleichem per concessione speciale di Arnold Perl
Produzione Originale di New York di Harold Prince
Direzione e coreografie originali di Jerome Robbins.
Regia di Paolo Pignero
Coreografie originali riprodotte da Paola Grazzi
Traduzione integrale in lingua Italiana curata da Pietro Barbieri
Con il supporto del “Coro et Laboro”, diretto dal Maestro Fabio Francia

45° Festival Nazionale Macerata Teatro di Macerata – 2013:
- premio miglior regia a Paolo Pignero
- premio speciale del pubblico

23° Festival Internazionale “Castello di Gorizia” – 2013
- premio miglior attore protagonista a Pietro Barbieri (Tevye)
- premio miglior allestimento scenico

3° edizione del premio Tempo Moderno della Città di Vigevano (PV)  - 2013
- premio della critica

Festival Nazionale “Camminando attraverso la voce” di Milano  - 2014
premio miglior attore protagonista a Pietro Barbieri (Tevye)
premio miglior attore non protagonista a Massimiliano Bet (Motel)
premio della critica
- premio come miglior spettacolo vincitore del concorso.